La specificità del lavoro con i nuclei familiari ha fatto emergere il bisogno di formare team di operatori sulle tematiche di genere, sul tema della genitorialità e della maternità. I nuclei familiari accolti presentano bisogni specifici a cui è necessario far fronte con interventi professionali capaci di gestire più aspetti insieme: minori, donne, conflitto di genere, supporto ai padri che vedono perdere il loro ruolo nei processi di migrazione.
Sosteniamo i nuclei familiari lavorando sulla loro autonomia, nella quotidianità, negli spostamenti, nei rapporti con i servizi del territorio, all’inserimento scolastico per i minori e favoriamo l’iscrizione ai corsi di Italiano per gli adulti.
Accompagniamo le persone in un percorso di ricostruzione del benessere psicofisico, necessario dopo l’arrivo, prevedendo alcune visite mediche di base e, se necessario, specialistiche. Abbiamo sviluppato uno spazio di supporto psicologico per le persone accolte nel progetto. Le donne in gravidanza sono seguite per tutta la gestazione, laddove necessario con l’ausilio delle mediatrici.
I nuovi nati sono registrati all’anagrafe e sono garantiti loro i documenti utili per monitorare tutti gli aspetti sanitari della crescita; nel momento in cui una persona adulta è in grado di parlare correttamente la lingua italiana e acquisisce competenze specifiche, si fornisce un accompagnamento al lavoro che inizia con la mappa delle competenze, poi l’aggiornamento del CV, per arrivare all’inserimento in progetti che mettono a disposizione incentivi al lavoro, come ad esempio i tirocini.
Inoltre, in collaborazione con l’associazione Quore, mettiamo a disposizione un appartamento destinato alle persone beneficiarie migranti LGBT+, che affrontano non solo le difficoltà legate al loro status di migrante forzato, ma anche lo stigma relativo all’identità di genere, sia nel Paese d’origine che in quello di accoglienza.